
Un mattone posato su un muro sembra semplice. Eppure, tra la cava di argilla e il cantiere, attraversa una serie di trasformazioni che ne determinano la solidità, l’isolamento e la durabilità. La fabbricazione dei mattoni si basa su una sequenza precisa di fasi in cui ogni scelta tecnica, dal tipo di terra alla temperatura di cottura, modifica le proprietà del prodotto finito.
Ciò che la composizione dell’argilla cambia sul mattone finale
Tutte le argille non sono uguali. A seconda del giacimento sfruttato, la terra contiene proporzioni variabili di silice, allumina e ossidi di ferro. Queste variazioni influenzano direttamente il colore, la resistenza meccanica e il comportamento termico del mattone dopo la cottura.
Consigliato : Scopri i segreti del successo finanziario di Conor McGregor
Un’argilla ricca di ossido di ferro conferisce quella caratteristica tonalità rossa. Un’argilla più calcarea produce mattoni gialli o ocra. Non si tratta solo di una questione estetica: la mineralogia dell’argilla condiziona la porosità e quindi la capacità del mattone di resistere all’umidità.
Potete anche scoprire tutto sulla fabbricazione dei mattoni esplorando le diverse famiglie di argilla e i loro usi in costruzione.
Leggi anche : I vantaggi della formazione mista (blended learning)
Anche prima della lavorazione, l’argilla estratta in cava passa attraverso una macinazione e poi un impastamento con acqua. Questa fase omogeneizza l’impasto ed elimina sassi o radici. Un impastamento insufficiente crea crepe durante la cottura, rendendo il mattone inutilizzabile come muro portante.

Mattone crudo o mattone cotto: due materiali, due logiche di costruzione
La distinzione tra mattone crudo e mattone cotto non si riduce a una questione di modernità. Sono due materiali con proprietà molto diverse, adatti a contesti climatici e strutturali distinti.
Il mattone crudo, un materiale a basso impatto energetico
Il mattone crudo è semplicemente essiccato al sole o all’aria aperta, senza cottura. Consuma pochissima energia per essere prodotto. Tuttavia, rimane sensibile all’umidità e si adatta soprattutto a regioni secche o a progetti di costruzione in terra dove i muri sono protetti da un rivestimento.
Il mattone crudo regola naturalmente l’umidità interna, rendendolo un materiale molto ricercato nei progetti di abitazione bioclimatica. La sua resistenza meccanica rimane comunque limitata per muri portanti di più piani.
Il mattone cotto, lo standard dell’edificio
La cottura trasforma radicalmente la terra. Passando attraverso un forno tunnel ad alta temperatura, le particelle di argilla si fondono parzialmente, un fenomeno chiamato sinterizzazione. Il risultato: un materiale duro, stabile e resistente alle intemperie.
È questa cottura che consente di ottenere mattoni adatti ai muri portanti di edifici di più livelli. La temperatura e la durata della cottura determinano la densità finale e quindi le prestazioni di isolamento termico e resistenza alla compressione.
Cottura dei mattoni: perché la temperatura cambia tutto
La cottura è la fase più energivora nella fabbricazione dei mattoni. È anche quella che fissa definitivamente le caratteristiche del prodotto.
Un forno tunnel funziona in continuo: i mattoni crudi entrano a un’estremità, attraversano zone di riscaldamento progressivo e poi escono cotti dall’altra parte. La salita di temperatura deve essere regolare per evitare shock termici che crepano i pezzi.
Hai mai notato che alcuni mattoni suonano vuoti quando li colpisci? È spesso il segno di una cottura incompleta o troppo rapida, che lascia il cuore del mattone insufficientemente densificato.
Negli ultimi anni, diversi produttori europei hanno iniziato a sostituire parte dei combustibili fossili con biogas o idrogeno verde in miscela. Questi esperimenti industriali mostrano una riduzione misurabile delle emissioni di CO₂ per tonnellata di mattone cotto, senza una degradazione significativa delle prestazioni meccaniche. Questa transizione rimane progressiva, ma modifica profondamente il bilancio carbonico del materiale.

Geometria alveolare e isolamento termico dei mattoni moderni
I mattoni pieni tradizionali hanno lasciato spazio, nella maggior parte dei cantieri, a mattoni a alveoli. Queste cavità interne non sono lì per caso: creano lame d’aria che rallentano la conduzione termica attraverso il muro.
Le fornaci di mattoni progettano ora geometrie alveolari sempre più complesse per rispondere ai requisiti della RE2020, la normativa ambientale francese entrata in vigore progressivamente a partire dal 2022. L’obiettivo: ridurre l’impronta di carbonio dell’edificio durante l’intero ciclo di vita.
Concretamente, le recenti evoluzioni si concentrano su diversi assi:
- Mattoni rettificati: le loro facce sono smerigliate per consentire un giunto sottile (qualche millimetro invece di un centimetro), riducendo i ponti termici tra ogni fila
- Riempimento isolante degli alveoli con lana di roccia o perlite, per raggiungere prestazioni termiche simili a un muro a struttura in legno
- Incorporazione di rifiuti locali (segatura, ceneri di biomassa) nell’impasto di argilla prima della cottura, creando una porosità controllata che alleggerisce il mattone e migliora il suo potere isolante
Questi mattoni moderni consentono di costruire muri portanti che garantiscono sia la struttura che una buona parte dell’isolamento, senza un rivestimento interno sistematico.
Co-valorizzazione dei rifiuti nell’impasto di argilla: una pista concreta
L’incorporazione di residui nella fabbricazione dei mattoni non è un concetto teorico. Diverse ricerche recenti documentano l’aggiunta di fanghi di depurazione, rifiuti di marmo o segatura direttamente nella miscela argillosa.
Il principio è semplice: queste materie organiche o minerali bruciano o reagiscono durante la cottura, lasciando dietro di sé micro-cavità. Questa porosità controllata riduce la massa volumica e la conducibilità termica del mattone.
Il compromesso osservato è generalmente favorevole: la resistenza meccanica diminuisce leggermente, ma rimane compatibile con la muratura portante leggera. È una pista che interessa le fornaci di mattoni che cercano di ridurre il loro consumo di materia prima vergine migliorando al contempo le prestazioni dei loro prodotti.
La fabbricazione dei mattoni rimane un processo industriale in cui ogni parametro, dalla cava al forno, si riflette sul cantiere. Le recenti evoluzioni, che si tratti di combustibili decarbonizzati o geometrie ottimizzate, dimostrano che questo materiale millenario continua ad adattarsi alle sfide contemporanee dell’edilizia.